Le merlature
al-Aʿrāf · Sūra 7
s007

al-Aʿrāf (Le merlature) · 7 : 33

Nome tradotto da Alessandro Vago

قُلْ إِنَّمَا حَرَّمَ رَبِّىَ ٱلْفَوَٰحِشَ مَا ظَهَرَ مِنْهَا وَمَا بَطَنَ وَٱلْإِثْمَ وَٱلْبَغْىَ بِغَيْرِ ٱلْحَقِّ وَأَن تُشْرِكُوا۟ بِٱللَّهِ مَا لَمْ يُنَزِّلْ بِهِۦ سُلْطَـٰنًا وَأَن تَقُولُوا۟ عَلَى ٱللَّهِ مَا لَا تَعْلَمُونَ

«Di’: il mio Signore non rese illecite se non le nefandezze - palesi o nascoste che siano - e così ciò che rende colpevoli, l’assalire il prossimo - malgrado ciò sia ingiusto - l’attribuire a Dio consoci a proposito dei quali Egli mai fece discendere autorizzazione alcuna, e che diciate quanto a Lui quel che non sapete»

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